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Fattura elettronica, ricevute e corrispettivi per strutture ricettive e affitti brevi: cosa emettere e come
Articolo informativo, non costituisce consulenza legale o fiscale. Per il tuo caso verifica con il commercialista, il Comune o l’ufficio turismo della tua Regione.
Chi affitta da privato non emette fattura: rilascia, se richiesta, una ricevuta con il proprio codice fiscale, con marca da bollo da 2 € sopra 77,47 €. Chi ha partita IVA applica l’IVA al 10 % sull’alloggio e certifica ogni incasso con fattura elettronica allo SdI o con documento commerciale dal registratore telematico. La tassa di soggiorno va sempre fuori campo IVA.
Fattura, ricevuta, scontrino, documento commerciale, autofattura: per un host la parola «fattura» porta con sé una lista di dubbi. La risposta dipende da una sola domanda: hai la partita IVA o no? Qui sotto le due strade, con i casi che capitano davvero.

Se affitti da privato: la ricevuta
Chi fa locazioni brevi senza partita IVA non emette fattura e non applica IVA. Se l’ospite chiede un documento, rilasci una ricevuta con:
- i tuoi dati e il tuo codice fiscale;
- nome dell’ospite, indirizzo dell’immobile, date del soggiorno;
- importo del canone ed eventuale tassa di soggiorno, su righe separate;
- marca da bollo da 2 € se l’importo supera 77,47 €.
Se la prenotazione è passata da un portale che ha incassato e trattenuto la ritenuta del 21 %, la certificazione dei compensi la ricevi dal portale: ti serve per la dichiarazione.
Se hai partita IVA: IVA al 10 % e SdI
Le prestazioni di alloggio di alberghi, B&B imprenditoriali, affittacamere, case vacanza e agriturismi hanno l’IVA al 10 %. Anche la colazione inclusa nel prezzo segue il 10 %. Gli incassi si certificano in due modi:
| Documento | Come funziona | Per chi |
|---|---|---|
| Fattura elettronica | XML trasmesso allo SdI, copia di cortesia PDF all’ospite | Ogni incasso, italiani e stranieri, privati e aziende |
| Documento commerciale | Emesso dal registratore telematico, che invia i corrispettivi giornalieri | Strutture che preferiscono il registratore per i privati |
Le strutture ricettive possono emettere fattura per ogni soggiorno invece di usare il registratore: per chi lavora soprattutto online, con pagamenti a distanza, è spesso la soluzione più semplice.
In regime forfettario l’IVA non si applica in fattura e si indica la norma di esenzione; anche i forfettari, dal 2024, devono emettere fattura elettronica.
Cosa scrivere in fattura
- Pernottamento con IVA al 10 % (o regime forfettario).
- Tassa di soggiorno su una riga separata, fuori campo IVA (art. 15 del decreto IVA): la incassi per il Comune.
- Extra con la loro aliquota: colazione e alloggio al 10 %, servizi non ricettivi come il noleggio di biciclette o le esperienze di norma al 22 %.
- Caparra e acconti: fattura al momento dell’incasso, poi la fattura di saldo.
Ospiti stranieri
Per un privato straniero la fattura passa comunque dallo SdI: si usa il codice destinatario XXXXXXX e si indicano i dati identificativi esteri. All’ospite mandi la copia in PDF per email. Per un’azienda UE la fattura segue le regole dei servizi legati agli immobili: si applica l’IVA italiana, perché il soggiorno è in Italia.
Corrispettivi e POS dal 2026
Chi certifica con il registratore telematico deve, dal 1° gennaio 2026, abbinare ogni POS al registratore nell’area riservata del portale Fatture e Corrispettivi (legge di bilancio 2025 e provvedimento dell’Agenzia del 31 ottobre 2025), così che i pagamenti elettronici si confrontino con i corrispettivi. Se per ogni incasso emetti fattura elettronica, il registratore non ti serve.
Le fatture di Booking.com, Airbnb ed Expedia
Le commissioni dei portali arrivano da società estere. Le conseguenze sono diverse:
- Privato: paghi la commissione con IVA italiana già inclusa, non devi fare nulla.
- Partita IVA (ordinaria o forfettaria): ricevi la fattura senza IVA e devi integrarla con un documento allo SdI (di solito tipo TD17), versando l’IVA al 22 %. I forfettari la versano e non la detraggono.
Conservazione
Le fatture elettroniche si conservano per dieci anni. Il servizio di conservazione gratuito dell’Agenzia delle Entrate va attivato nel portale Fatture e Corrispettivi. Le ricevute dei privati e le ricevute Alloggiati Web vanno conservate a parte: vedi Alloggiati Web. Se stai valutando il passaggio alla partita IVA, leggi prima affitti brevi: privato o impresa.
Domande frequenti
Un ospite di Airbnb mi chiede la fattura ma io sono privato: cosa faccio?
Spiega che non hai partita IVA e rilascia una ricevuta per il soggiorno con il tuo codice fiscale, i dati dell’ospite, le date e l’importo. Un privato non può emettere fattura.
La marca da bollo sulla ricevuta la paga l’ospite?
Di norma sì, si può addebitare all’ospite. È dovuta sulle ricevute non soggette a IVA di importo superiore a 77,47 €.
Per un ospite straniero devo fare la fattura elettronica?
Se hai partita IVA, sì: anche per i privati stranieri la fattura passa dallo SdI, con il codice destinatario di sette X e i dati del documento o del codice fiscale estero. All’ospite mandi la copia in PDF.
Devo collegare il POS al registratore telematico?
Solo se certifichi gli incassi con documento commerciale emesso da registratore telematico. Dal 2026 il POS va abbinato al registratore nel portale Fatture e Corrispettivi. Se emetti sempre fattura elettronica per ogni incasso, il registratore non lo usi.
Le commissioni di Booking.com: cosa devo fare se ho partita IVA?
Booking.com e Airbnb fatturano dall’estero senza IVA italiana. Con partita IVA, anche in regime forfettario, devi integrare la fattura con l’IVA italiana tramite un documento allo SdI (tipo TD17) e versarla. Da privato invece paghi la commissione con IVA già inclusa.
Fatture elettroniche senza ricopiare prenotazioni
Soggiorno, tassa di soggiorno ed extra arrivano dalla prenotazione; la fattura parte allo SdI e l’ospite riceve il PDF. 30 giorni gratis, senza carta.
Inizia gratisFonti
- Agenzia delle Entrate — Fatture e corrispettivi
- D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 (IVA), Tabella A, parte III, n. 120 — prestazioni alberghiere ed extralberghiere al 10 %
- Legge 30 dicembre 2024, n. 207, art. 1, commi 74–77 — collegamento POS e registratori telematici
- Agenzia delle Entrate — Regime forfetario
Normativa verificata l’ultima volta il 16 ottobre 2026.