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Self check-in negli affitti brevi dopo il Consiglio di Stato: riconoscimento de visu, keybox e cosa si può fare a distanza

Articolo informativo, non costituisce consulenza legale o fiscale. Per il tuo caso verifica con il commercialista, il Comune o l’ufficio turismo della tua Regione.

Il self check-in resta possibile, ma non basta ricevere la foto del documento e inviare un codice. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato n. 9101/2025 il gestore deve verificare che la persona che entra sia quella del documento: di persona oppure con un controllo video in tempo reale al momento dell’arrivo. Le keybox su suolo pubblico sono vietate in diverse città.

Dati, documento e pagamento prima dell’arrivo. Il codice solo dopo. →

Tra novembre 2024 e novembre 2025 il self check-in negli affitti brevi è stato prima vietato, poi di nuovo permesso, poi di nuovo limitato. Oggi il quadro è più chiaro: il self check-in si può fare, ma la verifica dell’identità non si può delegare a una foto. Ecco cosa è successo e come costruire un arrivo autonomo che regga a un controllo.

Cosa è successo: circolare, TAR e Consiglio di Stato

DataAttoEffetto
18 novembre 2024Circolare del Ministero dell’InternoChiede l’identificazione «de visu» degli ospiti: niente procedure solo da remoto
27 maggio 2025TAR Lazio, sentenza n. 10210Annulla la circolare per difetto di motivazione e proporzionalità
21 novembre 2025Consiglio di Stato, Sez. III, sentenza n. 9101Riforma il TAR: la circolare è interpretativa dell’art. 109 TULPS e resta valida

Il punto chiave della sentenza è che la circolare non crea un obbligo nuovo: spiega quello che l’art. 109 del TULPS già chiede, cioè che chi ospita accerti l’identità di chi alloggia. Mandare la foto di un documento e aprire la porta con un codice non garantisce che a entrare sia quella persona.

Cosa si può fare a distanza

La sentenza non impone di stare fisicamente davanti alla porta. Le letture più diffuse concordano su un criterio: il controllo deve essere effettivo, in tempo reale e contestuale all’ingresso.

ProceduraValutazione
Accoglienza di persona con il documentoConforme
Videochiamata all’arrivo, con confronto volto–documentoConforme secondo la lettura prevalente
Videocitofono o spioncino digitale che trasmette in direttaConforme secondo la lettura prevalente
Foto del documento inviata prima + codice automaticoNon conforme
Codice della keybox inviato senza alcuna verificaNon conforme

Non esiste ancora un elenco ufficiale di strumenti «approvati». Finché non arriva, conserva traccia del riconoscimento: ora della chiamata, chi l’ha fatta, per quale prenotazione.

Keybox: dove sono vietate

Una keybox dentro il portone, in un locale privato o una serratura con tastierino restano utilizzabili: il problema non è l’oggetto, è consegnare l’accesso a qualcuno che non hai riconosciuto.

Un flusso di arrivo conforme

  1. Alla prenotazione: link al check-in online. Ogni ospite inserisce i dati e fotografa il documento; si pagano saldo e tassa di soggiorno.
  2. Il giorno prima: indicazioni, foto dell’ingresso, orario di arrivo concordato e numero da chiamare.
  3. All’arrivo: videochiamata o videocitofono. Confronti i volti con i documenti già ricevuti.
  4. Subito dopo: attivi o invii il codice della serratura, valido solo per quella prenotazione.
  5. Entro 24 ore: schedine su Alloggiati Web, con i dati verificati. Vedi la guida ad Alloggiati Web.
  6. Al check-out: il codice scade da solo.
Un consiglio praticoIl riconoscimento video dura due minuti se i documenti sono già nel sistema e diventa mezz’ora se li chiedi all’ospite stanco davanti alla porta. Tutto il lavoro di raccolta va spostato prima dell’arrivo: all’ingresso resta solo il confronto.

Serratura smart, codice fisso o keybox?

Una serratura smart con un codice per ogni prenotazione ha due vantaggi in più rispetto alla keybox: il codice scade da solo e non esiste una chiave da copiare. La scelta dell’hardware, il gateway e cosa succede quando manca internet sono spiegati in serrature smart e accesso senza chiavi.

Cosa rischi

La mancata identificazione e comunicazione degli ospiti ricade nell’art. 17 del TULPS: arresto fino a tre mesi o ammenda fino a 206 euro. A questo si aggiungono le sanzioni comunali per le keybox abusive e, se la polizia locale trova altre irregolarità, quelle per CIN e dotazioni di sicurezza (CIN, rilevatori ed estintori).

Domande frequenti

Una videochiamata è sufficiente?

Secondo la lettura prevalente della sentenza, sì, se avviene al momento dell’accesso, in tempo reale, e permette di confrontare il volto con il documento. Una foto o un selfie inviati giorni prima non bastano.

Posso usare ancora la keybox?

Sì, se è su proprietà privata e se la consegna del codice avviene dopo il riconoscimento. Su suolo pubblico, pali, cancellate e facciate su strada è vietata a Milano dal gennaio 2026 e a Firenze nelle zone centrali; altri Comuni la limitano.

Il Consiglio di Stato ha vietato il self check-in?

No. Ha ritenuto legittima la circolare del Viminale che chiede la verifica dell’identità e ha escluso le procedure basate solo sull’invio dei documenti e su codici automatici. Il self check-in con un controllo visivo in tempo reale resta possibile.

Devo vedere tutti gli ospiti o solo chi ha prenotato?

L’obbligo riguarda gli ospiti che alloggiano, quindi il confronto andrebbe fatto per ciascuno. Nei gruppi e nelle famiglie si fa di solito tutti insieme, nella stessa videochiamata, con i documenti già caricati.

E se l’ospite arriva alle 3 di notte?

Organizza un orario di arrivo con l’ospite e un turno di reperibilità, o affidati a un servizio di videocitofono con operatore. Non mandare il codice “nel frattempo”: è proprio il caso che la circolare vuole evitare.

Self check-in in regola, senza aspettare sulle scale

L’ospite compila il check-in online e paga prima di partire; all’arrivo ti restano due minuti di videochiamata con i documenti già davanti. 30 giorni gratis.

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Fonti

  1. Consiglio di Stato, Sez. III, sentenza n. 9101 del 21 novembre 2025
  2. TAR Lazio, sentenza n. 10210 del 27 maggio 2025 (riformata)
  3. Ministero dell’Interno — circolare del 18 novembre 2024 sull’identificazione degli ospiti delle strutture ricettive
  4. R.D. 18 giugno 1931, n. 773 (TULPS), art. 109
  5. Il Post — Milano vieta le keybox su suolo pubblico (dicembre 2025)

Normativa verificata l’ultima volta il 16 ottobre 2026.