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CIN, il Codice Identificativo Nazionale: come si richiede, dove va esposto e cosa rischi senza

Articolo informativo, non costituisce consulenza legale o fiscale. Per il tuo caso verifica con il commercialista, il Comune o l’ufficio turismo della tua Regione.

Il CIN è il codice che il Ministero del Turismo assegna a ogni singola unità data in locazione breve o turistica e a ogni struttura ricettiva. Si richiede online sulla BDSR con SPID o CIE, va esposto all’esterno dell’edificio e in ogni annuncio. Senza CIN la sanzione va da 800 a 8.000 euro.

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Dal 1° gennaio 2025 non esiste affitto breve regolare in Italia senza CIN. Eppure è ancora uno dei temi su cui gli host fanno più confusione: lo si scambia con il codice regionale, lo si chiede una volta per tutto l’immobile invece che per ogni unità, lo si dimentica sul sito o sulla targa. Qui c’è tutto quello che serve, con i riferimenti di legge.

Cos’è il CIN e chi deve averlo

Il Codice Identificativo Nazionale è previsto dall’art. 13-ter del D.L. 145/2023. Lo assegna il Ministero del Turismo, tramite la Banca Dati delle Strutture Ricettive (BDSR), a:

Non conta se gestisci in forma privata o imprenditoriale, né se lavori da solo o tramite un property manager: il codice segue l’unità, non il proprietario. Chi ha tre appartamenti nello stesso palazzo ha tre CIN.

CIN e codici regionali: CIR, CIS, CUSR e gli altri

Prima del CIN molte Regioni avevano già un loro codice, e quasi tutte lo hanno mantenuto. La legge prevede che le Regioni ricodifichino i propri codici e li trasmettano al Ministero: per questo, in molti territori, il CIN si ottiene dopo il codice regionale.

RegioneCodice regionaleDove si ottiene
LombardiaCIRPortale regionale (Ross1000 / Turismo5)
LazioCIR (obbligatorio dal 1° settembre 2024)Portale regionale, dopo la comunicazione al Comune
Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, MarcheCIRRoss1000 o portale regionale
LiguriaCITRAPortale regionale
CampaniaCUSRTramite il Comune e il sistema regionale
PugliaCISDMS Puglia
SiciliaCIRTurist@t, Osservatorio Turistico regionale
SardegnaIUNComune e sistema regionale
Provincia di TrentoCIPATPortale provinciale

La tabella è una mappa per orientarsi, non un elenco ufficiale: nomi e procedure cambiano con le leggi regionali. Il punto fermo è che CIN e codice regionale convivono. Dove la Regione ne chiede l’indicazione, negli annunci vanno entrambi. Le regole regione per regione sono nelle guide su Roma e il Lazio, Milano e la Lombardia, la Sicilia e la Puglia.

Come si richiede il CIN, passo per passo

  1. Codice regionale prima, se serve. Controlla sul sito della tua Regione se l’unità va prima censita e codificata.
  2. Accesso alla BDSR con SPID, CIE o CNS. Può entrare il titolare o un delegato, per esempio il property manager.
  3. Dichiarazione sostitutiva con i dati catastali dell’unità e la tipologia di attività.
  4. Dotazioni di sicurezza. Dichiari che l’unità ha rilevatori di gas combustibili e monossido di carbonio funzionanti ed estintori: senza, il CIN non si ottiene. I dettagli sono in rilevatori ed estintori negli affitti brevi.
  5. Assegnazione del codice in via telematica. Scaricalo e conservalo insieme alle visure dell’unità.
Un consiglio praticoL’errore più comune non è dimenticare il CIN: è inserirlo una sola volta, per la proprietà, quando si hanno più unità. Su Booking.com e Airbnb ogni annuncio è un’unità e vuole il suo codice. Prima di pubblicare, fai una tabella semplice: annuncio, unità catastale, CIN, codice regionale.

Dove va esposto il CIN

Le sanzioni

ViolazioneSanzione (art. 13-ter, comma 9)
Unità senza CINda 800 a 8.000 €, in base alle dimensioni
CIN non esposto o non indicato negli annuncida 500 a 5.000 € per unità, più rimozione immediata dell’annuncio
Mancano rilevatori gas/CO o estintorida 600 a 6.000 € per ogni violazione
Attività imprenditoriale senza SCIAda 2.000 a 10.000 €

I controlli li fa il Comune, con la polizia locale, e gli esiti vanno anche all’Agenzia delle Entrate. Agenzia e Guardia di Finanza incrociano poi la banca dati dei CIN con le dichiarazioni dei redditi per individuare chi affitta senza codice. Se una legge regionale sanziona già lo stesso comportamento, si applica la sanzione regionale al posto di quella statale.

CIN e partita IVA: attenzione al terzo appartamento

Il CIN non dice nulla sul tuo regime fiscale, ma la stessa norma richiede la SCIA al SUAP a chi gestisce in forma imprenditoriale. Dal 2026 si presume imprenditoriale chi destina a locazione breve più di due appartamenti nell’anno. Se sei vicino alla soglia, leggi affitti brevi: privato o impresa e la cedolare secca nel 2026.

Checklist veloce

Domande frequenti

Il CIN serve anche se affitto una sola stanza di casa mia?

Sì. L’obbligo riguarda ogni unità data in locazione breve o per finalità turistiche, anche una singola camera, e ogni struttura ricettiva, imprenditoriale o no. Se affitti tre stanze separatamente, ragiona con il tuo Comune su come censirle: il codice segue l’unità che compare nell’annuncio.

Ho già il CIR regionale: devo richiedere anche il CIN?

Sì, sono due codici diversi. In molte Regioni il CIN nasce dalla ricodifica del codice regionale, ma va comunque confermato sulla BDSR. Negli annunci, dove la Regione lo richiede, si indicano entrambi.

Dove devo esporre il CIN all’esterno?

La legge chiede di esporlo all’esterno dello stabile in cui si trova l’unità. Di solito si usa una piccola targa vicino al portone o ai campanelli, nel rispetto del regolamento condominiale e dei vincoli comunali.

Quanto tempo ci vuole per ottenerlo?

La procedura sulla BDSR è telematica e, se i dati sono completi, il codice arriva in pochi giorni. Nelle Regioni dove serve prima il codice regionale i tempi dipendono anche dal Comune o dall’ente che lo rilascia.

Il CIN va indicato anche nel 730?

Sì. Dai modelli 2026 (redditi 2025) il 730 e il Redditi PF hanno un campo per il CIN degli immobili dati in locazione breve, come previsto dalla legge di bilancio 2025. Anche gli intermediari lo trasmettono all’Agenzia delle Entrate con i dati dei contratti.

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Fonti

  1. D.L. 18 ottobre 2023, n. 145, art. 13-ter (testo vigente su Normattiva)
  2. Ministero del Turismo — Banca Dati delle Strutture Ricettive e CIN
  3. Agenzia delle Entrate — Locazioni brevi: la disciplina fiscale e le regole per gli intermediari (aprile 2026)
  4. Regione Lazio — Codice identificativo regionale

Normativa verificata l’ultima volta il 16 ottobre 2026.